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Soggetti a rischio di esclusione sociale



STAR BENE A SCUOLA CAPUOZZO

Riflettiamo sulla dispersione scolastica...

PENNAC E LA SCUOLA

In questo libro Pennac esplora il grande tema della scuola intrecciando la sua esperienza di allievo(somaro) prima e quella di insegnante dopo alle prese con allievi di vario genere, da quelli senza speranza a quelli che “non diventeranno mai nessuno”.

DISPERSIONE SCOLASTICA - 50.000 Dispersi è ancora emergenza

LE PROPOSTE DELL’ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE PER ARGINARE IL FENOMENO La Regione Campania ,secondo i dati aggiornati dell’ASCOF (Anagrafe Scolastica Regionale) e del servizio statistico del Ministero della Pubblica Istruzione, è una delle regioni con più evidenti difficoltà in tutto il Mezzogiorno d’Italia, gli insuccessi e gli abbandoni scolastici segnano ancora marcatamente i percorsi educativi e formativi. Il fenomeno si manifesta soprattutto in contesti in cui alle condizioni di degrado sociale e culturale si aggiungono le inadeguatezze delle strutture e la scarsa attrattività dell’offerta. La Regione con L’Assessore Corrado Gabriele ha definito una strategia complessiva per contrastare il fenomeno e indirizzata a favorire il rafforzamento e lo sviluppo del capitale umano di cui la Campania dispone, valorizzando la risorsa giovani, promuovendo un vero e proprio salto qualitativo del sistema di offerta scolastica e formativa. Un impegno in termini di risorse umane e finanziarie senza precedenti che pone la Campania come prima Regione Italiana nella gestione di fondi destinati all’innalzamento dell’offerta formativa.

Le scuole della seconda chance

ROMA - Dare una seconda occasione ai ragazzi delle scuole medie e superiori che hanno abbandonato (o stanno per abbandonare) la scuola dell'obbligo? In alcune città italiane si può. Non tutti lo sanno, ma in Italia stanno nascendo diversi percorsi di intervento educativo e formativo che danno la possibilità ai ragazzi di ricostruire le motivazioni per rimettersi in gioco, sollecitandoli a coltivare le proprie aspirazioni. Si tratta delle "scuole della seconda occasione", istituite grazie all'attenzione e alla sensibilità di amministratori locali, associazioni e degli uffici territoriali del ministero della Pubblica Istruzione.

Scuola, 130mila 'desaparecidos' che costano oltre un miliardo l'anno.

I "desaparecidos" della scuola costano al nostro Paese un miliardo e mezzo l'anno. Sono gli studenti delle scuole superiori statali che nel 2006/2007 figuravano tra gli iscritti e che quest'anno non si sa quale strada abbiano preso. Ritirandosi anche dopo avere frequentato tre anni in un istituto statale bruciano una cifra esorbitante che, se si considerano anche i ripetenti, arriva a sfiorare i 3 miliardi. E in un quinquennio si volatilizza l'equivalente di una Finanziaria da 15 miliardi. Secondo i conteggi effettuati da "Repubblica", quest'anno mancano all'appello oltre 131 mila studenti: un dato, pari al 5 per cento degli iscritti al superiore, in netta crescita rispetto all'anno precedente quando i "desaparecidos" furono 114 mila. E che ogni anno fa sballare le previsioni ministeriali. Anche per questa ragione, lo scorso 25 marzo, il ministero della Pubblica istruzione ha dato vita al Glid: il Gruppo di lavoro interdirezionale per la dispersione scolastica. Tre le ragioni che hanno portato all'istituzione del Glid. La prima considera "il fenomeno della dispersione scolastica - si legge nel decreto - come uno dei nodi problematici che la società odierna deve affrontare e superare per favorire la crescita culturale e l'integrazione sociale di tutti i cittadini".

“Non uno di meno”:arginare la dispersione scolastica

Perché i ragazzi abbandonano la scuola? Quali sono le radici del fenomeno della “dispersione scolastica”? Cosa dicono gli ultimi dati sulla dispersione scolastica in Italia? Esistono efficaci strategie educative per arginarla? Quali sono le esperienze più significative attualmente presenti sul territorio? Sono le domande a cui esperti, educatori, accademici, operatori nel campo dell’istruzione e dei servizi sociali risponderanno nel corso del convegno “Non uno di meno: riflessioni e azioni sulla dispersione scolastica”

ELENCO SCUOLE ATTIVE SUL DISAGIO SOCIALE

Le scuole che hanno maggiormente soffermato l’attenzione sul disagio sociale

INDAGINE SULLA DISPERSIONE SCOLASTICA

Nel dicembre del 1998 è stato istituito nell'ambito della VII Commissione della Camera dei deputati un Comitato di indagine sulla dispersione scolastica. La proposta di dar vita a questo organismo era nata nei mesi precedenti, stimolata dal dibattito in cui la stessa VII Commissione era da tempo impegnata. Innalzamento dell'obbligo scolastico, riforma dei cicli, formazione professionale, erano stati a lungo oggetto di confronto e di discussione serrata. In particolare si era enucleato gradualmente un interrogativo di grande rilievo: se le riforme che il Parlamento si apprestava a varare fossero utili a spingere effettivamente verso l'alto i livelli di partecipazione al sistema formativo-scolastico o potessero contenere controindicazioni rispetto a bisogni e attese degli studenti e delle loro famiglie. Ci si chiedeva in particolare su quale situazione di abbandoni e di insuccessi le riforme si sarebbero innestate, proprio al fine di meglio valutarne l'impatto e le implicazioni concrete. Di più: si voleva comprendere come altre riforme (ad esempio, soprattutto, l'autonomia scolastica) potessero contribuire a offrire nuove opportunità proprio per contenere insuccessi e abbandoni.

Anagrafe Scolastica e Formativa della Regione Campania

Le Anagrafi Regionali degli Studenti sono state istituite il 15 aprile 2005 dal D.L. n. 76 per accogliere “i dati sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato dei singoli studenti a partire dal primo anno della scuola primaria”. La Regione Campania si attivò subito e contattò già pochi mesi dopo tutte le scuole statali e parificate del suo territorio per raccogliere i dati degli studenti per l’anno scolastico 2005/06. Sembrò subito importante non solo seguire i ragazzi inseriti in un percorso scolastico ma, soprattutto, preoccuparsi di quelli che a scuola non vanno. Preoccuparsi non solo di quanti, ma soprattutto di chi. A questo scopo, fin dall’inizio, l’Anagrafe degli Studenti fu integrata acquisendo un’altra importante anagrafica: quella sanitaria. Questa, con buona approssimazione, contiene l’elenco dei ragazzi residenti in Campania e permette quindi, sottraendovi i dati provenienti dalle scuole, di sapere chi a scuola non va.





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