LEGALITA' NO GRAZIE! A cura di Leandro Limoccia
Se mi dicessero di rendere esplicito in maniera sostanzialmente sintetica, il significato, la portata del valore, della priorità, del contenuto Legalità, risponderei con una fiaba come quelle di Italo Calvino e la titolerei così: “Legalita’ no grazie!”
Perché, dovete dirmi chi è che non parla di Legalità!
Da coloro che fanno abuso e immagine senza alcuna coerenza e contenuti; al governo che invia l’esercito alle discariche, vara un pacchetto-sicurezza dove il clandestino è equiparato al criminale, invece di condannare questo sistema economico-finanziario mondiale che uccide, perché abbiamo l’11% della popolazione mondiale che consuma l’88% delle risorse; dai campi ROM di Ponticelli in fiamme, al montante razzismo e alla spinta xenofoba in Italia; dalla nascita delle ronde notturne, alla criminalizzazione dei poveri, tutti noi, senza generalizzare, inflazioniamo la legalità.
Partendo con la metafora fiabesca, calata tutta dentro la realtà, incomincerei in questo modo:
‘Una volta c’erano le Scuole del territorio che, con l’Assessorato all’Istruzione della Regione Campania ed altre istituzioni locali, le associazioni laiche e religiose, l’arcipelago del volontariato, le Chiese, i genitori, i cittadini immigrati, gli anziani, le Università, le imprese sane, gli istituti penitenziari, i ragazzi del territorio e coloro che avevano abbandonato la scuola, decisero insieme di percorrere una strada che portava a cambiare “dal basso” la Scuola; questo percorso era per tutti necessario, obbligatorio, visto che con tenacia, a tutti i costi, si voleva raggiungere l’altra meta, ossia la Giustizia, attraverso la pratica della legalità come riappropriazione del territorio, educazione alla cittadinanza quale mezzo per rafforzare la coesione sociale, legalità e partecipazione, rapporto tra legalità e disobbedienza, intreccio della lotta alle mafie con la società mafiogena (debolezza dell’economia legale – mafiosità – illegalità diffusa – alegalità diffusa)”.
..continua